yoga del respiro

 

E’ una pratica con sequenze di asana la cui costruzione avviene in lentezza e in cui l’immobilità e la tenuta agevolano l’ascolto profondo di sé. Si fanno lavorare i muscoli più profondi, ovvero quelli attaccati allo scheletro e questo lavoro avviene con l’aiuto del respiro, che si muove in modo lento, calmo e fluido.

 Ci sarà la presenza osservatrice di ognuno di noi che, dall’esterno, attraverso il ritiro dei sensi, pratyhara, si rivolgerà all’interno di noi. La mente sarà tacitata e portata al servizio del corpo.

 Si attua così uno yoga soggettivo, che contiene il vero messaggio che volevano trasmetterci gli antichi yogi e che Patanjali ha riportato nel suo sutra: è la soggettività di questo tipo di yoga.

 Con il respiro i movimenti saranno profondi, lenti e armoniosi e la mente più libera e nitida annullando i pensieri negativi.

 Nella pratica dello yoga l’attenzione è posta alla flessibilità della colonna vertebrale. L’età di ciascuno è data dalla flessibilità della schiena e non dall’età anagrafica. Una persona si può ritenere giovane finché avrà la schiena e il corpo in generale flessibile.

 E’ bene che nello yoga i movimenti siano sempre lenti, che si prediliga l’immobilità, il respiro fluido e che si preveda la partecipazione dell’inconscio, così attraverso gli asana

La coscienza realizza nuovi schemi corporei, più ricchi di contenuti annullando gli schemi precostituiti ordinari e condizionamenti sociali.